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Aggiornamenti legislativi

Convenzione fiscale: come evitare le doppie imposizioni

La convenzione in materia fiscale fra Italia e Brasile (entrata in vigore il 24 aprile 1981) affiancata da un commento, affidato al dott. Luca Zanardi di Borioli & Colombo Associati.


Domicilio fiscale (art. 4)

Persone fisiche

Vale la legislazione nazionale. Per quella italiana, è residente la persona fisica che, per più di 183 giorni del periodo di imposta:

Note

Spetta alla amministrazione fiscale italiana dimostrare che il contribuente che abbia dichiarato di esser residente all’estero, sia effettivamente residente in Italia.

L’iscrizione alla Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero, conferma la non residenza in Italia.

Per il domicilio fiscale, esistono dettagliate istruzioni ministeriali che indicano alcuni elementi di prova (legami familiari, interessi economici, rientro in Italia di proventi conseguiti all’estero, intenzione di abitare in Italia) a supporto di una valutazione complessiva che consenta di stabilire che la sede principale degli affari e degli interessi sia in Italia.

Sulla base della convenzione, quando una persona fisica è considerata residente in entrambi gli Stati, è considerata fiscalmente residente:

Soggetti diversi dalle persone fisiche

Vale la legislazione nazionale. Per quella italiana, è residente la società o l’ente estero che abbia per la maggior parte del periodo di imposta la sede legale o la sede della amministrazione o l’oggetto principale della attività in Italia.

Sulla base della convenzione, in caso di residenza di entrambi gli Stati, si considera che il soggetto sia residente nello Stato in cui si trova la sua direzione effettiva.