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Aggiornamenti legislativi

Convenzione fiscale: come evitare le doppie imposizioni

La convenzione in materia fiscale fra Italia e Brasile (entrata in vigore il 24 aprile 1981) affiancata da un commento, affidato al dott. Luca Zanardi di Borioli & Colombo Associati.


Interessi (art. 11)

Definizione

Per interessi s’intendono i redditi rivenienti da:

Gli interessi si considerano provenienti da uno Stato contraente, quando il debitore è lo Stato contraente stesso, una suddivisione amministrativa (regione,provincia, ente locale) o un soggetto residente.

Quando il debitore ha una stabile organizzazione in uno dei due Stati e il debito da cui provengono gli interessi è iscritto nella contabilità della stabile organizzazione, tali interessi si considerano provenienti dallo Stato in cui ha sede la stabile organizzazione.

Modalità di tassazione

Gli interessi possono essere tassati nello Stato di residenza del beneficiario, oppure nello stato del contraente da cui provengono conformemente alla legislazione di detto Stato.

Se il percipiente è l’effettivo beneficiario, l’imposta applicata non può eccedere il 15% dell’ammontare lordo degli interessi.

Quanto sopra esposto non si applica se gli interessi provenienti da uno Stato e pagati al Governo dell’altro Stato, ad una sua suddivisione amministrativa (regione, provincia, ente locale) o ad un ente (compresi gli istituti finanziari) interamente di proprietà di quel Governo, sono esenti da imposta nello Stato di provenienza.

Interessi e stabile organizzazioni

La convenzione non si applica sugli interessi corrisposti da un soggetto residente in uno Stato alla stabile organizzazione del soggetto residente nell’altro Stato ( es. società brasiliana paga interessi a stabile organizzazione brasiliana di società italiana).

E’ prevista tassazione ordinaria per gli interessi provenienti da uno Stato e pagati ad una stabile organizzazione di un’impresa dell’altro Stato situata in uno Stato terzo ( es. società brasiliana paga interessi a stabile organizzazione italiana situata in Germania).

Il principio del valore normale

La convenzione contiene una clausola finalizzata ad escludere i benefici del trattato nei casi in cui a causa di speciali relazioni tra il debitore e il beneficiario degli interessi o tra essi ed altri soggetti, l’importo degli interessi ecceda quello determinabile secondo il principio del valore normale.

L’eventuale eccedenza rimane tassabile nello Stato della fonte secondo la legislazione interna.