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Intervista

Alla conclusione del Summit sul Made in Italy nei Paesi BRICs abbiamo intervistato il Console Generale del Brasile a Milano, S. E. l’Ambasciatore Synesio Sapaio Goes Filho.

Signor Ambasciatore, quali sono le caratteristiche più interessanti del Suo Paese per stimolare un operatore economico italiano ad investire in Brasile?

I più interessanti aspetti positivi del Brasile per gli investimenti stranieri in Brasile sono: un territorio vastissimo (8,5 milioni di kmq); una popolazione di 184 milioni di abitanti (di cui 90 milioni attivi); il 22% delle terre agricole del mondo; frontiere pacifiche con dieci paesi; la maggiore e la più diversificata base industriale dell’America Latina e dei Caraibi; la maggior produzione mondiale di caffè, arancia. canna da zucchero e aerei a corto raggio.

Inoltre dobbiamo ricordare l’eccellente rete viaria e di trasporto, compresi la rete fluviale ed i molti porti, i più moderni sistemi di telecomunicazioni, uno dei più moderni ed avanzati sistemi bancari del mondo, le eccellenti infrastrutture per il turismo.

Foto. Il Console Synesio Sapaio Goes Filho (a sinistra) con il Presidente della Camera Luciano FelettoPiù in particolare, su quali opportunità offerte dal “sistema Brasile” richiamerebbe l’attenzione delle imprese italiane?

E’ opportuno risaltare che è a disposizione degli investitori la Rete Nazionale d’informazioni sull’investimento – RENAI, la quale fornice dati sulle attività d’investimento nel Paese, ed è mantenuta dal Ministero dello Sviluppo, Industria e Commercio Estero – MDIC, potendo contare sull’appoggio di organi statali di promozione all’investimento come dalle Associazioni Imprenditoriali. Aggiungo infine il programma PPPs – Partnership Pubblico-Private.

Secondo analisti economici, nel 2005 gli investimenti stranieri in Brasile dovranno stabilizzarsi nella fascia di US$ 15 miliardi, in settori quali la siderurgia, industria automotive, carta e cellulosa ed elettrica ed elettronica. Le prospettive di crescita ed i progressi nell’ambiente istituzionale per ricevere investitori stranieri, nel medio periodo renderanno possibile che gli investimenti delle PPPs in infrastrutture generino un circolo virtuoso in diverse aree produttive. Esempi di queste nuove realtà sarebbero il miglioramento dei porti, riducendo così i costi d’esportazione, e il recupero delle strade federali, potendo movimentare una maggior quantità di merci.

Esistono, a Suo giudizio, dei settori o delle attività che più di altri possono essere affrontati dagli italiani con maggiore successo rispetto ad altre economie?

I principali settori d’esportazione brasiliana per il mercato italiano sono: l’agro industria e le carni, alimentari, i minerali, il cuoio e l’industria aeronautica.

Lei ha partecipato al Summit sul Made in Italy: che impressione ha tratto dall’iniziativa, e pensa che il confronto (sia pure indiretto) con Russia, India e Cina sia stato utile o interessante?

Il fatto che il Brasile sia incluso tra i giganti del mondo in via di sviluppo è in sé la dimostrazione della sua importanza nel mondo dell’economia.

Sono paesi che hanno molto in comune, ma che competono anche tra Loro per gli investimenti. Per l’Italia ed il Brasile esiste un vantaggio che deriva dalla stessa cultura, contando con circa 30 milioni di oriundi.

Può indicarci quali possono essere gli apporti o i servizi che il Consolato da Lei guidato può fornire alle imprese italiane?

Il SECOM – Milano ha giurisdizione su tutto il territorio italiano e l’Albania. Di norma interagisce principalmente con piccole e medie imprese brasiliane che cercano d’individuare opportunità nel mercato italiano e suoi similari in Italia, interessati ad importare prodotti brasiliani.

Un’ultima domanda: in base alla Sua esperienza, quale ritiene debba essere lo spirito “giusto” con cui le imprese italiane debbono affrontare il mercato brasiliano?

Sapere che il Brasile è un paese d’economia e società abbastanza diversificate, ha del meglio e del peggio. Non arrivare in Brasile pensando di portare la luce nella caverna. Avere pazienza per affrontare le difficoltà iniziali.

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